BLOG / COMPONENTI BOLLETTA

Contributo ARERA in Bolletta: Cos'è, Come Si Calcola e Quanto Pesa sulla Spesa Energetica

Wind turbine macomer 2
Fonte: Wikimedia Commons — Licenza libera

Ultimo aggiornamento: Giugno 2026 | Tempo stimato di lettura: 12 min | Scritto dalla Redazione


Chi legge con attenzione la propria bolletta dell'energia elettrica o del gas si trova spesso davanti a un elenco di voci tariffarie dal nome tecnico che sembra quasi concepito per disorientare. Tra queste compare, in modo ricorrente, il contributo ARERA: una componente regolata che finanzia l'attività dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente e che, per quanto contenuta in termini assoluti, fa parte di quel complesso sistema di oneri obbligatori che determina il costo finale del kilowattora o dello standard metro cubo pagato dagli utenti italiani.

Capire a cosa serve questo contributo, come viene calcolato e in quale rapporto si trova con le altre componenti della bolletta è utile non solo per soddisfare una comprensibile curiosità, ma anche per valutare con maggiore consapevolezza le offerte dei fornitori sul mercato libero. Quando un commerciale vi promette "bollette trasparenti senza costi nascosti", sapere quali voci sono effettivamente negoziabili e quali invece sono fissate per legge costituisce un vantaggio concreto.

In questa guida analizziamo il contributo ARERA nel contesto più ampio della struttura tariffaria delle bollette energetiche italiane, ripercorrendo il quadro normativo di riferimento, il peso effettivo sulla spesa annuale e il confronto con gli altri oneri di sistema. I dati citati si riferiscono al periodo 2025-2026 e alle delibere pubblicate dall'Autorità sul proprio portale istituzionale.

La Struttura della Bolletta Italiana: Quattro Macro-Componenti e il Ruolo di ARERA

Prima di entrare nel dettaglio del contributo specifico, conviene chiarire il contesto in cui si inserisce. La bolletta dell'energia elettrica e del gas, riformata secondo lo standard "Bolletta 2.0" introdotto da ARERA con la delibera 501/2014/R/com, si articola in quattro macro-componenti di spesa che restano sostanzialmente invariate indipendentemente dal fornitore scelto.

La spesa per la materia energia copre l'acquisto all'ingrosso dell'energia elettrica (quotata sul mercato IPEX tramite il Prezzo Unico Nazionale, il PUN) o del gas naturale (indicizzato al Punto di Scambio Virtuale, PSV, a sua volta correlato all'hub europeo TTF di Amsterdam). Questa è l'unica componente effettivamente soggetta alla concorrenza tra fornitori del mercato libero. Per un'utenza domestica tipo da 2.700 kWh/anno, la materia energia pesa mediamente il 40-45% della spesa totale al netto delle imposte.

La spesa per il trasporto e la gestione del contatore remunera il distributore locale per l'uso della rete fisica di trasmissione e distribuzione e per la lettura, la manutenzione e la sostituzione del misuratore. Questa componente è determinata da ARERA ed è uguale per tutti i clienti serviti dallo stesso distributore, senza variazioni in base al fornitore commerciale.

La spesa per gli oneri di sistema comprende una serie di prelievi obbligatori fissati per legge o per delibera regolatoria, destinati a finanziare politiche energetiche nazionali: incentivi alle fonti rinnovabili, smantellamento di impianti nucleari, ricerca energetica, perequazione dei sistemi di distribuzione, bonus sociali e — appunto — il funzionamento dell'Autorità regolatrice. È qui che si colloca il contributo ARERA.

Infine vi sono le imposte: le accise sull'energia elettrica (stabilite dalla legislazione fiscale nazionale, con aliquote differenziate tra usi domestici e usi per altri usi) e l'IVA al 10% per le utenze domestiche di energia elettrica e al 10% per il gas fino a certi livelli di consumo annuo.

Chi è ARERA e Quali Funzioni Svolge

L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente è un'autorità amministrativa indipendente istituita con la legge 14 novembre 1995, n. 481. Ha sede a Milano e opera con piena autonomia rispetto al governo e al parlamento. Le sue competenze si estendono ai settori dell'energia elettrica, del gas naturale, del servizio idrico integrato e del ciclo dei rifiuti.

Nel settore energetico, ARERA ha il compito di definire le tariffe del servizio di maggior tutela e del servizio di salvaguardia, stabilire le condizioni minime dei contratti di fornitura, gestire lo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente (SCEA) che riceve i reclami degli utenti insoddisfatti, monitorare la qualità tecnica e commerciale dei servizi e — attività spesso sottovalutata — svolgere attività ispettive sui fornitori per verificare il rispetto delle regole.

Per finanziare queste attività, l'Autorità preleva un contributo annuale dai soggetti regolati (imprese di trasmissione, distribuzione e vendita) che questi ultimi trasferiscono a valle sui consumatori finali come componente tariffaria obbligatoria. Nel 2024, il budget operativo di ARERA approvato dal Consiglio dei Ministri ammontava a circa 65 milioni di euro, ripartiti tra le diverse utility regolate.

La Base Normativa del Contributo

Il prelievo trova il proprio fondamento giuridico nell'articolo 2, comma 38, della legge 481/1995, che attribuisce all'Autorità il potere di determinare le proprie entrate attraverso contributi a carico dei soggetti regolati, proporzionali ai ricavi o ai volumi di attività. La delibera annuale che fissa gli importi specifici viene pubblicata nella raccolta delle delibere sul sito istituzionale arera.it, solitamente entro il primo trimestre dell'anno di riferimento.

Per quanto riguarda la componente che appare in bolletta al consumatore finale, essa viene inclusa dall'ARERA nella raccolta delle componenti tariffarie regolate e aggiornata periodicamente nell'ambito della revisione degli oneri di sistema. La denominazione può variare leggermente a seconda del documento: "contributo al funzionamento dell'Autorità", "quota A dell'Autorità" o semplicemente "componente ARERA".

Come Si Calcola il Contributo ARERA e Quanto Pesa in Bolletta

Il contributo ARERA in bolletta si articola tipicamente in due quote: una quota fissa per punto di fornitura (espressa in euro/anno o euro/mese, indipendente dai consumi) e una quota variabile proporzionale ai consumi (espressa in euro/kWh per l'elettrico e in euro/Smc per il gas). La struttura esatta dipende dal periodo tariffario e dalle delibere vigenti.

Per fornire un'idea concreta degli ordini di grandezza: nel 2025, per un'utenza domestica elettrica standard da 2.700 kWh/anno con potenza impegnata di 3 kW, il contributo ARERA complessivo si assesta tra i 3 e i 5 euro annui. Si tratta di una cifra trascurabile rispetto all'incidenza degli incentivi alle fonti rinnovabili (componente A3, circa 55-60 euro/anno per la stessa utenza tipo) o rispetto alla spesa per il trasporto (circa 70-80 euro/anno).

Confronto con gli Altri Oneri di Sistema

Per contestualizzare il peso reale del contributo ARERA, è utile confrontarlo con le altre componenti degli oneri di sistema della bolletta elettrica domestica. I dati che seguono si riferiscono a un'utenza tipo da 2.700 kWh/anno nel 2025:

Componente Denominazione Destinazione Incidenza annua (utenza tipo)
A3 Incentivi fonti rinnovabili e assimilate Finanzia il Conto Energia, incentivi FV e eolico ~55-62 €/anno
MCT Risparmio energetico e uso razionale Certificati bianchi, efficienza energetica ~8-12 €/anno
A2 Smantellamento centrali nucleari Decommissioning impianti nucleari italiani ~2-4 €/anno
A5 Ricerca nel settore elettrico Ricerca RSE e altri enti ~1-2 €/anno
UC3/UC6 Bonus sociali e perequazione Bonus elettrico, gas, disagio fisico ~6-10 €/anno
Contributo ARERA Funzionamento Autorità regolatrice Costi operativi ARERA ~3-5 €/anno

Come si vede chiaramente, la componente A3 (incentivi alle rinnovabili) è di gran lunga la voce dominante degli oneri di sistema, pesando da sola più di tutte le altre messe insieme. Il contributo ARERA è invece la componente più contenuta, ma non per questo trascurabile: conoscerla permette di capire che quella cifra non è un errore di fatturazione né una voce di profitto del fornitore, ma un prelievo regolatorio con una destinazione precisa e trasparente.

Il Contributo ARERA nella Bolletta del Gas

Anche nella bolletta del gas naturale compare una voce analoga, sebbene la struttura degli oneri di sistema del gas sia organizzata diversamente rispetto all'elettrico. Gli oneri del gas sono denominati con le sigle RE (copertura degli oneri connessi alle attività di ricerca e sviluppo nel settore del gas), GS (copertura dei costi delle attività di gestione del sistema gas) e altri prelievi settoriali.

Per un'utenza domestica con 1.400 Smc/anno di consumo (corrispondente a una famiglia con riscaldamento a gas autonomo in un appartamento di medie dimensioni), il contributo al funzionamento dell'Autorità nel settore gas si aggira intorno a 2-4 euro annui. Anche in questo caso l'incidenza percentuale è marginale rispetto alla spesa totale per il gas, che per questa utenza tipo supera i 900-1.100 euro/anno complessivi (dati 2025, con PSV medio di riferimento intorno a 33-35 €/MWh nel primo semestre 2026).

Mercato Libero, Servizio di Tutela e il Ruolo delle Componenti Regolate

Una delle domande più frequenti che riceviamo dai lettori riguarda il rapporto tra il contributo ARERA e la scelta del fornitore. La risposta è netta: le componenti regolate, compreso il contributo ARERA, sono invariabili rispetto al fornitore. Cambiano il prezzo della materia energia e, in alcuni casi, le condizioni commerciali (quota fissa di commercializzazione, spread applicato all'indice, durata del contratto), ma non le tariffe di trasporto, distribuzione, oneri di sistema e imposte.

Questo significa che quando un fornitore del mercato libero pubblicizza un'offerta "senza oneri di sistema" o "con bonus ARERA azzerato", sta quasi certamente redistribuendo quei costi in altro modo — per esempio incorporandoli nello spread sulla materia prima o nella quota fissa mensile. La vigilanza dell'Autorità su queste pratiche è continua: la delibera ARERA 726/2019/R/com ha introdotto obblighi di trasparenza rafforzata sulla composizione del prezzo offerto nei comparatori.

La Fine del Servizio di Maggior Tutela e le Nuove Regole

Dal 1° luglio 2024, il servizio di maggior tutela per l'energia elettrica è terminato per la grande maggioranza delle utenze non domestiche. Per i clienti domestici e per le microimprese, la scadenza è stata definitivamente fissata al 1° aprile 2027, con alcune proroghe intervenute nel corso del 2025. Durante la fase di transizione, le utenze non ancora migrate al mercato libero vengono automaticamente collocate nel Servizio a Tutele Graduali (STG), gestito da operatori selezionati da ARERA tramite aste pubbliche e con tariffe comunque regolate.

In questo contesto, il contributo ARERA continua a essere presente in tutte le bollette, sia quelle emesse dai fornitori del mercato libero sia quelle del STG. La differenza sostanziale tra i due regimi riguarda la componente materia energia: nel STG è determinata da ARERA con cadenza trimestrale sulla base dei prezzi all'ingrosso; nel mercato libero dipende dalla tipologia contrattuale scelta (prezzo fisso, indicizzato al PUN, indicizzato al TTF, ecc.).

Come Comparare le Offerte Tenendo Conto delle Componenti Fisse

Poiché le componenti regolate (trasporto, distribuzione, oneri di sistema incluso il contributo ARERA, imposte) sono identiche per tutti i fornitori, il confronto tra offerte deve concentrarsi esclusivamente sulla parte variabile commerciale. Gli strumenti più affidabili per questa analisi sono:

  • Il Portale Offerte di ARERA (portaleofferte.it): comparatore istituzionale privo di conflitti di interesse, aggiornato in tempo reale dai fornitori stessi per obbligo normativo. Inserendo il proprio codice POD (per l'elettricità) o PDR (per il gas) o semplicemente il consumo annuo stimato, fornisce una stima della spesa annua secondo metodologie standardizzate che rendono le offerte effettivamente confrontabili.
  • La Scheda Sintetica di Confrontabilità: documento obbligatorio che ogni fornitore deve consegnare prima della firma del contratto, che espone la stima della spesa annua comparata con quella del cliente tipo in tutela. È prevista dalla delibera ARERA 268/2015/R/com e successive modifiche.
  • Il Documento di Sintesi: allegato obbligatorio al contratto che riepiloga le condizioni principali in un formato standardizzato, facilitando la comparazione a posteriori.

Un'avvertenza pratica: quando si confrontano offerte a prezzo fisso con offerte indicizzate, occorre considerare lo scenario di mercato atteso. Con prezzi all'ingrosso in discesa (come nel secondo semestre 2023 e per buona parte del 2024), le offerte indicizzate tendono a risultare più convenienti; con mercati in risalita o instabili, il prezzo fisso garantisce la certezza della spesa. Il contributo ARERA resta invariato in entrambi gli scenari.

Leggere la Bolletta 2.0: Dove Trovare il Contributo ARERA

Il formato "Bolletta 2.0" adottato obbligatoriamente da tutti i fornitori prevede una struttura standardizzata che rende più agevole l'individuazione delle singole voci. Il contributo ARERA può comparire con diverse denominazioni a seconda del sistema di fatturazione adottato dal fornitore, ma si trova sempre all'interno della sezione "Spesa per gli oneri di sistema".

In alcune bollette elettroniche più dettagliate, la voce è esplicitata come "Quota fissa contributo Autorità" e "Quota variabile contributo Autorità", ciascuna con il relativo importo. In altri casi viene aggregata in una macro-voce "Altri oneri di sistema" o "Componenti regolate" insieme ad A5 e alle componenti di perequazione meno rilevanti.

Come Verificare Eventuali Anomalie di Fatturazione

Se si sospetta che un importo in bolletta non sia corretto, il primo passo è confrontarlo con i valori di riferimento pubblicati da ARERA nella sezione "Componenti tariffarie" del proprio sito istituzionale. Per l'energia elettrica, la delibera di aggiornamento trimestrale delle componenti (pubblicata ogni tre mesi nel comunicato stampa "Prezzi dell'energia per i consumatori domestici") riporta tutti i valori aggiornati.

In caso di contestazione, il consumatore può:

  1. Presentare reclamo scritto al fornitore, che ha l'obbligo di rispondere entro 40 giorni lavorativi (delibera ARERA 413/2016/R/com).
  2. Ricorrere allo Sportello per il Consumatore ARERA (numero verde 800.166.654) se il reclamo non riceve risposta o la risposta non è soddisfacente.
  3. Attivare la procedura di conciliazione obbligatoria presso il CONSOB di settore (Conciliazione Energia) come condizione di procedibilità prima dell'eventuale ricorso giudiziario, ai sensi del d.lgs. 93/2011 e successive modifiche.

Vale la pena sottolineare che gli errori di fatturazione sul contributo ARERA specifico sono rari, proprio perché si tratta di una componente fissa o semi-fissa difficile da sbagliare nei sistemi di billing automatizzato. Le anomalie più frequenti riguardano invece la componente materia energia (errori nel prezzo unitario applicato, in particolare nelle offerte indicizzate) o la quota fissa di distribuzione (che dipende dalla potenza contrattuale e a volte non viene aggiornata dopo una variazione contrattuale).

Il Bonus Sociale Energetico e la Riduzione degli Oneri

Sebbene non si possa esonerare individualmente dal contributo ARERA, esiste un meccanismo che riduce l'intera componente degli oneri di sistema (e non solo) per le fasce di utenza più vulnerabili: il bonus sociale elettrico e il bonus sociale gas.

A partire dal 2021, con il decreto-legge 73/2021 (convertito in legge 106/2021), il bonus viene riconosciuto automaticamente dall'INPS a tutti i nuclei familiari con ISEE ordinario o corrente inferiore a 9.530 euro (soglia aggiornabile con decreto annuale del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, MASE). Non è più necessario presentare domanda al fornitore: il sistema informativo INPS-ARERA incrocia automaticamente i dati ISEE con le utenze censite nell'anagrafica dei POD e PDR.

Il Bonus per Disagio Fisico

Esiste anche un bonus specifico per i clienti in condizioni di disagio fisico: si tratta di utenti che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita (respiratori, aspiratori, pompe enterali, dializzatori domiciliari) e che per questo motivo hanno consumi elettrici strutturalmente più elevati della media. Il bonus disagio fisico prevede una riduzione delle componenti tariffarie regolate — incluso il contributo ARERA — e si ottiene presentando apposita richiesta al Comune di residenza unitamente alla certificazione del medico competente. Per il 2025, il decreto del MASE 14 febbraio 2025 ha confermato le soglie di accesso e gli importi del bonus.

Quanto Vale il Bonus Sociale in Termini Concreti

Per un nucleo familiare di 2-3 componenti con ISEE sotto soglia, il bonus elettrico ammonta mediamente a 155-170 euro/anno, mentre il bonus gas varia tra 60 e 280 euro/anno a seconda della zona climatica (da A/B a E/F) e della destinazione d'uso. Questi importi vengono scalati direttamente dalla bolletta, senza necessità di rimborso separato. La quota relativa al contributo ARERA è naturalmente inclusa nell'agevolazione complessiva, anche se non è separatamente indicata.

Domande Frequenti sul Contributo ARERA in Bolletta

Cos'è esattamente il contributo ARERA in bolletta?

Il contributo ARERA è una voce tariffaria presente nella bolletta dell'energia elettrica e del gas che finanzia l'attività regolatoria dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Si traduce in un prelievo di pochi centesimi per punto di fornitura, applicato uniformemente a tutti gli utenti finali indipendentemente dal fornitore scelto. La sua entità è stabilita annualmente con delibera dell'Autorità stessa e rientra nella macro-componente degli oneri di sistema, la stessa che comprende gli incentivi alle fonti rinnovabili, i contributi per lo smantellamento nucleare e i bonus sociali.

Quanto pesa il contributo ARERA sulla bolletta annuale?

L'importo è contenuto: per un'utenza domestica tipo con 2.700 kWh/anno di consumo elettrico, il contributo ARERA incide per circa 3-5 euro all'anno. Nel gas, per un consumo medio di 1.400 Smc/anno, si attestano valori analoghi, tra i 2 e i 4 euro annui. Pur trattandosi di cifre modeste rispetto alla spesa energetica complessiva, è corretto che il consumatore le identifichi in bolletta per distinguerle dagli oneri di sistema maggiori, come la componente A3 (incentivi rinnovabili) che pesa da sola 55-62 euro/anno sulla stessa utenza tipo.

Quale delibera ARERA disciplina il contributo per il 2025-2026?

Il contributo è determinato annualmente tramite delibera dell'Autorità pubblicata su arera.it. Per il periodo 2025-2026, la struttura tariffaria di riferimento rimane quella definita nel quadro regolatorio del Testo Integrato della Regolazione della Qualità dei Servizi (TIQE per l'elettrico, RQDG per il gas). Le variazioni annuali sono contenute e riflettono i costi operativi dell'Autorità — che nel 2024 ammontavano a circa 65 milioni di euro complessivi — e non l'andamento dei mercati energetici all'ingrosso, che non ha alcuna influenza su questa componente.

Il contributo ARERA si paga anche nel mercato libero?

Sì, il contributo ARERA è dovuto da tutti i consumatori finali, sia in regime di tutela sia nel mercato libero. Trattandosi di una componente regolata e non commerciale, il fornitore non ha facoltà di esimersi dal trasferirla in bolletta né di modificarne l'importo. Chi passa a un operatore del mercato libero continua a vedere questa voce nella propria fattura energetica, esattamente come accade per gli altri oneri di sistema obbligatori e per le tariffe di trasporto e distribuzione, che sono identiche per tutti i fornitori che operano sulla stessa rete di distribuzione locale.

Come si distingue il contributo ARERA dagli altri oneri di sistema?

Gli oneri di sistema comprendono diverse componenti con finalità distinte: A3 per gli incentivi alle fonti rinnovabili (la più pesante, circa 20-22 euro/MWh nel 2025 per l'elettrico), A2 per lo smantellamento delle centrali nucleari italiane, A5 per la ricerca energetica, MCT per il risparmio energetico attraverso i certificati bianchi, UC per le perequazioni del sistema di distribuzione. Il contributo ARERA è separato da tutte queste componenti e serve specificamente a finanziare i costi di funzionamento dell'Autorità regolatrice, le cui attività di vigilanza e tutela del consumatore beneficiano indirettamente tutti gli utenti finali.

È possibile ottenere l'esenzione o la riduzione del contributo ARERA?

Non esistono meccanismi di esenzione individuale dal contributo ARERA per i clienti finali ordinari. Tuttavia, le utenze che rientrano nel bonus sociale elettrico o nel bonus gas — riconosciuto ai nuclei con ISEE inferiore a 9.530 euro o in condizioni di disagio fisico con apparecchiature elettromedicali salvavita — beneficiano di una riduzione complessiva della bolletta che incorpora anche questa componente. Dal 2021, grazie al decreto-legge 73/2021, il bonus viene applicato automaticamente dall'INPS attraverso l'incrocio dei dati ISEE con l'anagrafica POD/PDR, senza necessità di presentare domanda al fornitore.

Considerazioni Finali: Conoscere la Bolletta per Spenderla Meglio

Il contributo ARERA è una delle componenti più trasparenti e giustificate della bolletta energetica italiana. Finanzia un'istituzione pubblica indipendente il cui operato — dalla definizione delle tariffe regolate alla gestione dei reclami, dalla vigilanza sui fornitori alla promozione della concorrenza — si traduce in vantaggi concreti per i consumatori. I 3-5 euro annui che ogni utente elettrico contribuisce al funzionamento dell'Autorità sono, in prospettiva, uno dei migliori investimenti impliciti presenti nella bolletta.

Ciò che invece conviene monitorare attivamente è l'insieme delle componenti variabili: il prezzo della materia energia (PUN medio mensile o indicizzazione PSV/TTF per il gas), la quota fissa di commercializzazione (Prezzo di Commercializzazione e Vendita, PCV, che nella maggior tutela è definito da ARERA ma nel mercato libero è fissato dal fornitore e può variare da meno di 60 euro/anno a oltre 180 euro/anno) e le condizioni di variabilità del contratto (preavviso di modifica, durata minima garantita).

Il consiglio operativo che ci sentiamo di dare dopo sei anni di monitoraggio del mercato energetico italiano: verificate la vostra bolletta almeno una volta all'anno utilizzando il Portale Offerte di ARERA. Anche in un contesto di mercato stabile, la differenza tra un contratto ottimizzato e uno obsoleto può superare i 150-200 euro annui per un'utenza domestica tipo. Le componenti regolate come il contributo ARERA rimarranno invariate; ma la componente commerciale può essere rinegoziata — e questa consapevolezza è già metà del lavoro.

Consumatori informati: guida pratica al risparmio

La bolletta energetica è diventata uno dei documenti più incomprensibili per la famiglia media. Voci come "componente A3", "oneri di sistema UC7", "quota fissa distribuzione" — sapere cosa finanziano davvero cambia il modo in cui si legge la spesa mensile.

Il tuo fornitore attuale è ancora competitivo dopo i rialzi degli ultimi trimestri? Verifica sul Portale Offerte ARERA.

  • Le offerte duale luce più gas non costano sempre meno della somma separata — confronta la matematica prima di firmare
  • Rivedere il proprio contratto energetico una volta all'anno vale mediamente 150-200 euro di risparmio concreto
  • Le componenti regolate (ARERA, trasporto, oneri) sono identiche per tutti i fornitori: la gara si gioca solo sulla materia energia
  • Il bonus sociale viene applicato automaticamente dall'INPS dal 2021: se hai ISEE sotto 9.530 euro, verifica che arrivi davvero in bolletta
  • In caso di reclamo non evaso, lo Sportello ARERA (800.166.654) è gratuito e risponde entro tempi certi per legge
  • La potenza impegnata standard è 3 kW; ridurla a 1,5 kW per le seconde case dimezza la quota fissa di potenza

L'ARERA pubblica ogni trimestre i dati di benchmark sulle tariffe. Confrontare la propria bolletta con quei numeri richiede meno di dieci minuti — e spesso rivela differenze che il fornitore non ha interesse a pubblicizzare.

Le componenti tariffarie sono aggiornate da ARERA periodicamente. Verifica sempre le delibere più recenti su arera.it.

Nota Operativa ed Approfondimento di Settore

L'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) stabilisce le tariffe del servizio di maggior tutela e monitora l'andamento del mercato libero in Italia. I due indici fondamentali che determinano il costo della materia prima in bolletta sono il PUN (Prezzo Unico Nazionale) per l'energia elettrica e il PSV (Punto di Scambio Virtuale) per il gas naturale. Il contributo al funzionamento dell'Autorità è distinto da questi meccanismi di prezzo ed è fissato indipendentemente dall'andamento dei mercati all'ingrosso.

LC
Scritto da

Luca Cutrono

Analista ed esperto di mercato energetico con oltre 6 anni di esperienza. Esamina e verifica le informazioni per garantire accuratezza, indipendenza e trasparenza editoriale. Profilo LinkedIn

Fonti autorevoli