Nel 2025, la quota di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in Italia ha superato il 45% della generazione lorda nazionale secondo i dati Terna, con un contributo solare ed eolico in crescita costante. Per le aziende, questo non è solo un dato ambientale: è un'opportunità concreta di ridurre i costi energetici, migliorare il profilo ESG e proteggersi dalla volatilità strutturale dei prezzi del gas naturale, che continua a determinare oltre il 60% del costo marginale di generazione elettrica sul mercato italiano. L'acquisto di energia verde non è più una scelta di nicchia riservata alle grandi multinazionali: oggi PMI e medie imprese italiane dispongono di strumenti contrattuali accessibili, dal Power Purchase Agreement alle Garanzie di Origine, per costruire una strategia di approvvigionamento verde strutturata e misurabile.
Capire come funziona concretamente il procurement di energia rinnovabile B2B significa però conoscere le differenze tra i meccanismi disponibili, i vincoli normativi italiani, i costi reali di strutturazione e le opportunità che emergono dalla nuova regolamentazione sulle Comunità Energetiche Rinnovabili introdotta dal D.Lgs. 199/2021 e dal successivo Decreto CACER del 2024. Questo articolo analizza ciascuno strumento in modo tecnico ma comprensibile, con dati di mercato aggiornati al 2026.
Il punto di partenza è questo: per un'azienda con consumi superiori a 500 MWh/anno, la gestione dell'energia è ormai una leva di competitività che non si esaurisce nella scelta del fornitore migliore sul mercato libero. Richiede una strategia. E quella strategia, se costruita bene, può ridurre il costo dell'energia acquistata del 15-25% rispetto al prezzo spot, integrare crediti di carbonio verificabili e aprire le porte a strumenti finanziari legati alla sostenibilità come i green bond o i prestiti ESG-linked.
Power Purchase Agreement: Come Funziona per le Imprese Italiane
Il Power Purchase Agreement (PPA) è il contratto di riferimento per l'acquisto di energia rinnovabile a lungo termine nel segmento B2B. Si tratta di un accordo bilaterale tra un'azienda acquirente (off-taker) e un produttore di energia da fonte rinnovabile, che fissa in anticipo il prezzo di vendita dell'energia per un periodo che va solitamente da 10 a 20 anni. La logica è semplice: il produttore ottiene la certezza dei ricavi necessaria per ottenere finanziamenti bancari (cd. bancabilità del progetto), mentre l'azienda acquirente ottiene un prezzo certo e solitamente inferiore alle quotazioni attese del mercato spot.
Sul mercato italiano, i prezzi PPA per energia solare nel 2025-2026 si collocano mediamente tra 65 e 85 €/MWh per contratti decennali, contro una media del PUN 2024 di circa 108 €/MWh e previsioni forward 2025-2026 attorno agli 85-95 €/MWh. La differenza si traduce in risparmi reali: un'azienda che consuma 2 GWh/anno e acquista il 70% del proprio fabbisogno tramite PPA a 75 €/MWh risparmia circa 30.000-50.000 euro l'anno rispetto all'acquisto totale sul mercato libero tradizionale, a seconda dell'andamento del PUN.
PPA Fisico vs PPA Virtuale: Quale Scegliere
Esistono due architetture contrattuali principali per i PPA aziendali italiani. Nel PPA fisico (o sleeved PPA), l'energia prodotta dall'impianto rinnovabile identificato viene fisicamente veicolata attraverso la rete nazionale al punto di prelievo aziendale. Il contratto include automaticamente il trasferimento delle Garanzie di Origine (GO) dalla fonte al consumatore finale. Questo schema è adatto ad aziende con un singolo sito produttivo ad alto consumo, che vogliono una corrispondenza diretta tra impianto e fornitura. Il trader (solitamente un utility o un operatore specializzato) fa da intermediario per il bilanciamento e lo sbilancio.
Nel PPA virtuale (VPPA o Contract for Difference), invece, non esiste un trasferimento fisico dell'energia. L'azienda acquista energia dalla rete con un normale contratto commerciale e stipula separatamente un contratto finanziario con il produttore rinnovabile. La logica è quella di un derivato: se il prezzo di mercato scende sotto il prezzo PPA contrattuale, il produttore paga la differenza all'azienda; se sale sopra, è l'azienda a pagare la differenza al produttore. Il VPPA è lo strumento preferito dalle multinazionali con consumi distribuiti su più siti europei (es. stabilimenti a Milano, Roma e Barcellona), poiché non richiede la coincidenza geografica tra impianto e punto di consumo.
Come si Negozia un PPA: Elementi Chiave del Contratto
La negoziazione di un PPA richiede attenzione a diversi parametri tecnico-economici. Il prezzo PPA può essere fisso per tutta la durata, o con meccanismo di indicizzazione all'inflazione (tipicamente ISTAT o HICP europeo), che protegge il produttore dall'erosione dei margini nel lungo periodo ma introduce una variabile per l'azienda acquirente. Il profilo di consegna definisce quando e quanto energia viene consegnata: i PPA solari consegnano principalmente nelle ore diurne, il che può creare uno sbilancio se l'azienda ha profili di consumo serali o notturni. Il meccanismo di bilanciamento stabilisce chi è responsabile del bilanciamento in tempo reale dei flussi: nella maggior parte dei PPA italiani questo onere ricade sul trader intermediario, con un costo che va da 2 a 6 €/MWh a seconda della fonte rinnovabile e del profilo di produzione.
Altri elementi critici sono la durata contrattuale (10, 15 o 20 anni), le clausole di recesso anticipato e le penali per mancata consegna, che devono essere bilanciate per non gravare eccessivamente né sul produttore né sull'acquirente. Un advisor energetico indipendente è fortemente consigliato per negoziare un PPA superiore a 1 GWh/anno.
Garanzie di Origine (GO): Il Certificato Verde per le Imprese
Le Garanzie di Origine sono il sistema europeo di certificazione dell'energia rinnovabile, disciplinato in Italia dal D.Lgs. 199/2021 che ha recepito la Direttiva (UE) 2018/2001 (RED II). Ogni GO certifica che 1 MWh di energia elettrica è stato prodotto da una specifica fonte rinnovabile (solare, eolico, idroelettrico, geotermico, biogas) in un determinato periodo. Sono emesse dal GSE per gli impianti italiani iscritti al Registro GO e possono essere scambiate liberamente sul mercato europeo tramite l'infrastruttura AIB (Association of Issuing Bodies).
Nel 2024, il prezzo di mercato delle GO europee si è attestato mediamente tra 0,5 e 4 €/MWh, con picchi superiori per le GO solari e le GO idroelettriche con certificazioni addizionali (come quelle relative agli impianti costruiti dopo il 2020, richieste dai framework di reporting GRI e CDP). Per un'azienda che consuma 5 GWh/anno, certificare il 100% del consumo con GO costa tra 2.500 e 20.000 euro l'anno: un costo ridotto rispetto al valore di brand e di compliance che genera.
GO, Rendicontazione ESG e CSRD: Il Quadro Normativo 2025-2026
A partire dall'esercizio 2025, le imprese italiane con oltre 250 dipendenti o 40 milioni di euro di fatturato sono soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), che impone la rendicontazione delle emissioni di Scope 2 secondo le linee guida GHG Protocol. Le GO sono lo strumento riconosciuto dal GHG Protocol per il calcolo delle emissioni Scope 2 con il metodo market-based: l'azienda che copre il proprio consumo con GO certificate può riportare emissioni Scope 2 pari a zero per la quota coperta, a differenza del metodo location-based che utilizza il mix elettrico medio nazionale (in Italia circa 230 gCO2eq/kWh nel 2024).
Per le aziende nella catena di fornitura di grandi gruppi internazionali (automotive, moda, alimentare), dimostrare la copertura GO è diventato prerequisito per la qualificazione come supplier. BMW, Volkswagen, H&M e Barilla, tra gli altri, richiedono già oggi ai fornitori italiani la documentazione GO nei questionari di qualifica. Questo non è più un requisito opzionale: è un fattore di accesso al mercato.
Come Acquistare Garanzie di Origine: Canali e Operatori
Le GO possono essere acquistate attraverso tre canali principali. Il primo è il mercato bilaterale OTC (over-the-counter), dove broker specializzati (tra cui EEX, STX, RECuro) intermediano transazioni tra produttori e acquirenti aziendali. Il secondo è la piattaforma di scambio del GME (Gestore dei Mercati Energetici), che gestisce il mercato organizzato delle GO italiane. Il terzo è l'acquisto bundled: alcune utility e trader propongono tariffe di fornitura che includono GO certificate come componente aggiuntiva del contratto energetico, con un sovrapprezzo che varia da 0,5 a 3 €/MWh.
Attenzione alla addizionalità: nel 2025-2026, i requisiti ESG più stringenti spingono verso GO di impianti "addizionali", cioè costruiti dopo il 2020 senza incentivi statali (senza Conto Energia o Decreto FER). Questi certificati sono più costosi (tipicamente 2-6 €/MWh in più) ma sono gli unici accettati dai framework di disclosure più rigidi come Science Based Targets (SBTi) e RE100.
Comunità Energetiche Rinnovabili e Autoconsumo Collettivo per Aziende
Il D.Lgs. 199/2021 e il Decreto CACER del marzo 2024 hanno introdotto una nuova architettura per l'autoconsumo energetico che coinvolge direttamente le aziende. Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) permettono a soggetti fisici e giuridici — incluse le PMI — di condividere energia rinnovabile prodotta da impianti connessi alla rete pubblica entro il perimetro di una cabina primaria (esteso fino a 70 km di raggio con il Decreto CACER). I membri della CER che autoconsumano energia virtualmente condivisa ricevono dal GSE un contributo tariffario che nel 2025-2026 vale circa 100-110 €/MWh sull'energia condivisa (valorizzazione comprensiva del prezzo zonale, incentivo ARERA e riduzione oneri).
CER per PMI: Requisiti, Incentivi e Iter Autorizzativo
Un'azienda può partecipare a una CER come membro produttore (se installa un impianto rinnovabile), come membro consumatore (se preleva energia dalla rete condivisa) o in entrambi i ruoli. Il perimetro di partecipazione è vincolato alla stessa cabina primaria. Il contributo tariffario GSE sull'energia condivisa è garantito per 20 anni per impianti solari fino a 1 MW (richiesta tramite portale GSE) e per impianti superiori tramite aste FER. L'iter autorizzativo per CER fino a 200 kW segue la procedura abilitativa semplificata (PAS), mentre impianti maggiori richiedono autorizzazione unica (AU) rilasciata dalla Regione.
Per una PMI manifatturiera con consumi di 800 MWh/anno che partecipa a una CER con quota di autoconsumo condiviso del 60%, il risparmio annuo stimato è di circa 50.000-65.000 euro tra riduzione della bolletta e incentivo GSE, con un payback sull'investimento nell'impianto fotovoltaico di 4-6 anni. Un esempio concreto: un distretto industriale di Brescia ha costituito nel 2025 una CER con 8 PMI e un impianto da 2,5 MWp installato su tetti industriali, ottenendo un incentivo GSE contrattualizzato per 20 anni e riducendo del 35% il costo medio dell'energia dei partecipanti.
Linea Diretta e Autoproduzione in Sito: Quando Conviene
Per aziende con ampia superficie di copertura disponibile (stabilimenti, capannoni, parcheggi), l'installazione di un impianto fotovoltaico in autoproduzione diretta è spesso la soluzione più vantaggiosa. L'energia autoconsumata in sito è esente dagli oneri di sistema (art. 9, comma 1, D.Lgs. 199/2021) per la quota prodotta e consumata contestualmente nel medesimo punto di connessione. Questa esenzione vale per tutta la vita dell'impianto e oggi vale circa 40-50 €/MWh di risparmio sugli oneri, che si sommano al differenziale tra costo di produzione fotovoltaico (LCOE di 35-50 €/MWh per impianti industriali nel 2025) e prezzo di acquisto dalla rete (85-110 €/MWh). Il risultato è un vantaggio economico di 50-70 €/MWh sull'energia autoconsumata.
Costruire una Strategia di Energy Procurement Verde: Passi Operativi
Un piano di acquisto energia verde strutturato per un'azienda si articola in fasi precise. Non esiste un modello unico: la strategia ottimale dipende dai volumi di consumo, dalla distribuzione geografica dei siti, dalle scadenze dei contratti in corso e dagli obiettivi di decarbonizzazione dichiarati. Tuttavia, alcuni passaggi sono comuni a qualsiasi approccio professionale.
Fase 1 — Audit dei Consumi e Definizione della Baseline
Il punto di partenza è sempre l'analisi del profilo di consumo effettivo dell'azienda, POD per POD. Bisogna avere chiari i dati di consumo orari (reperibili dal distributore tramite richiesta formale o dall'aggregatore dei dati di misura) per almeno 12 mesi. Da questi si ricavano: il consumo annuo totale in MWh, la forma del profilo di carico (load shape), le fasce orarie di picco, la potenza massima impegnata e il fattore di carico. Questi parametri determinano quale tipologia di PPA è più adatta (solare, eolico, idro), quale percentuale del consumo può essere coperta con energia rinnovabile in modo efficiente e quale volume residuo va gestito con GO o contratti sul mercato libero standard.
Fase 2 — Selezione degli Strumenti: PPA, GO, CER o Mix
La strategia ottimale per la maggior parte delle medie imprese italiane nel 2026 prevede un approccio a strati. Il primo strato è l'autoproduzione in sito: se disponibile superficie, un impianto fotovoltaico copre l'energia di base con il costo più basso possibile (35-50 €/MWh LCOE). Il secondo strato è il PPA fisico o virtuale per coprire la quota di consumo che supera l'autoproduzione, puntando a prezzi bloccati su 10-15 anni. Il terzo strato è l'acquisto di GO sul mercato per certificare l'eventuale quota residua acquistata sul mercato spot. Questo approccio combinato consente di ottimizzare costo, certezza del prezzo e qualità della rendicontazione ESG.
Fase 3 — Monitoraggio, Reporting e Revisione Annuale
Una volta strutturato il procurement, il monitoraggio continuo è indispensabile. Gli strumenti sono: il sistema di misura smart meter con lettura oraria (obbligatorio per utenze sopra 55 kW dal 2021), le piattaforme di energy management (ISO 50001), il report annuale di emissioni Scope 2 secondo GHG Protocol e, per le aziende soggette a CSRD, la rendicontazione integrata nel bilancio di sostenibilità. La revisione annuale del contratto PPA o GO è fondamentale per adeguare i volumi ai cambiamenti produttivi e per cogliere eventuali opportunità di rinegoziazione in caso di variazioni significative dei prezzi forward.
| Strumento | Adatto a | Prezzo Indicativo 2026 | Durata Contratto |
|---|---|---|---|
| PPA Fisico (solare) | Aziende >500 MWh/anno, singolo sito | 65-85 €/MWh | 10-20 anni |
| VPPA Virtuale | Grandi imprese, multi-sito | 68-90 €/MWh + bilanciamento | 10-15 anni |
| Garanzie di Origine (GO) | Tutte le imprese, quota residua | 0,5-4 €/MWh aggiuntivi | Annuale |
| CER — Comunità Energetica | PMI in aree industriali, distretti | LCOE 35-50 €/MWh + incentivo GSE | 20 anni (incentivo) |
| Autoproduzione in sito (FV) | Imprese con tetti/superfici disponibili | LCOE 35-55 €/MWh | Vita impianto: 25-30 anni |
Energia Verde e Finanza Sostenibile: L'Impatto su ESG e Green Finance
L'acquisto di energia verde non è più solo una questione di costo o di compliance ambientale: è diventato un elemento determinante nell'accesso al capitale. Le banche italiane e le istituzioni finanziarie europee — inclusa la BEI — condizionano sempre più l'accesso a tassi agevolati alla presenza di metriche ESG verificabili. Secondo il Rapporto Banca d'Italia del 2024, circa il 38% dei prestiti erogati a imprese italiane con rating ESG elevato beneficia di spread ridotti rispetto al mercato, con un vantaggio medio di 20-40 punti base annui.
I green bond aziendali richiedono che i proventi finanziino attività conformi alla Tassonomia UE (Regolamento UE 852/2020). L'acquisto di energia rinnovabile attraverso PPA o GO contribuisce direttamente alla conformità alla Tassonomia per l'attività economica principale dell'impresa, facilitando l'emissione di strumenti obbligazionari classificati come green. I prestiti ESG-linked (sustainability-linked loans) legano invece il tasso di interesse al raggiungimento di KPI sostenibili predefiniti, tra cui la quota di energia rinnovabile nel mix di approvvigionamento: passare dal 0% al 100% di energia certificata GO nel giro di tre anni è uno dei KPI più diffusi nei contratti di finanziamento ESG-linked stipulati nel 2024-2025.
Riduzione Scope 2: Impatto sul Carbon Footprint Aziendale
Il consumo di energia elettrica genera emissioni di Scope 2 (emissioni indirette da acquisto di energia) calcolate secondo due metodologie GHG Protocol. Con il metodo location-based, si usa il fattore di emissione medio della rete elettrica nazionale: in Italia è pari a circa 230 gCO2eq/kWh nel 2024 (dato Terna). Con il metodo market-based, si usa il fattore di emissione del contratto energetico specifico: se l'azienda copre il 100% del consumo con GO o PPA certificati, il fattore di emissione market-based è pari a zero.
Per un'azienda che consuma 3 GWh/anno, il passaggio dal metodo location-based al market-based con copertura GO completa si traduce in una riduzione dichiarata di 690 tonnellate di CO2eq/anno (3.000 MWh × 230 gCO2eq/kWh). Questo dato è direttamente rendicontabile nel bilancio CSRD, pubblicabile nei questionari CDP (Carbon Disclosure Project) e comunicabile nei report ESG rivolti a investitori e clienti corporate.
Domande Frequenti sull'Acquisto di Energia Verde per Aziende
Cos'è un Power Purchase Agreement (PPA) e come funziona per le aziende?
Un Power Purchase Agreement (PPA) è un contratto a lungo termine (tipicamente 10-20 anni) tra un'azienda acquirente e un produttore di energia rinnovabile. L'azienda si impegna ad acquistare una quantità definita di energia elettrica a un prezzo fisso o indicizzato, garantendo al produttore la bancabilità dell'impianto. Il prezzo PPA è solitamente inferiore alle tariffe del mercato libero standard e protegge l'azienda dalla volatilità dei prezzi all'ingrosso. In Italia esistono due varianti principali: il PPA fisico (con collegamento diretto all'impianto tramite rete dedicata) e il PPA virtuale o finanziario (sleeved PPA), in cui l'energia viene scambiata attraverso la rete nazionale. Per contratti superiori a 1 GWh/anno è sempre consigliato il supporto di un advisor indipendente.
Cosa sono le Garanzie di Origine (GO) e come si ottengono?
Le Garanzie di Origine (GO) sono certificati elettronici emessi dal GSE ai sensi del D.Lgs. 199/2021 (recepimento della Direttiva RED II). Ogni certificato GO attesta che 1 MWh di energia elettrica è stato prodotto da una fonte rinnovabile certificata (solare, eolica, idroelettrica, geotermica, biogas). Le aziende possono acquistarle separatamente dalla fornitura fisica di energia, consentendo di dimostrare l'origine rinnovabile dei propri consumi senza cambiare fornitore. Il registro nazionale GO è gestito dal GSE e le transazioni avvengono tramite la piattaforma ATEE-RE o tramite broker specializzati (EEX, STX). I prezzi 2025-2026 variano tra 0,5 e 4 €/MWh a seconda della fonte e dell'anno di costruzione dell'impianto.
Quali benefici fiscali e normativi ottiene un'azienda che acquista energia verde?
Le aziende che acquistano energia verde possono beneficiare di diversi vantaggi. Primo, l'esenzione parziale dagli oneri di sistema per impianti in autoconsumo con potenza oltre 500 kW (art. 9 D.Lgs. 199/2021). Secondo, le GO consentono di valorizzare il proprio impegno green nel bilancio di sostenibilità e nelle certificazioni ESG, con impatto diretto sull'accesso a green bond e finanziamenti sostenibili (spread ridotti di 20-40 punti base). Terzo, le PMI energivore iscritte al registro CSEA possono accedere a riduzioni sugli oneri di sistema. La comunicazione CSEA va presentata annualmente entro il 31 marzo. Le aziende soggette a CSRD devono rendicontare le emissioni Scope 2 sia con metodo location-based che market-based a partire dall'esercizio 2025.
Qual è la differenza tra un PPA fisico e un PPA virtuale (VPPA)?
Nel PPA fisico (o sleeved PPA), l'energia prodotta dall'impianto rinnovabile identificato viene fisicamente trasportata attraverso la rete nazionale fino all'utenza aziendale. Il contratto include automaticamente il trasferimento delle Garanzie di Origine (GO). Questo schema è adatto ad aziende con un singolo sito produttivo ad alto consumo. Nel PPA virtuale (VPPA o Contract for Difference), non c'è trasferimento fisico dell'energia: l'azienda acquista energia dalla rete con un normale contratto e, separatamente, stringe un contratto finanziario con il produttore che compensa la differenza tra prezzo contrattuale e prezzo di mercato. Il VPPA è preferibile per aziende multi-sito con consumi distribuiti su più punti di prelievo geograficamente distanti in Italia o in Europa.
Un'azienda può installare un impianto fotovoltaico e autoconsumarne l'energia?
Sì, attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o con l'autoconsumo diretto in sito. Le aziende possono installare impianti connessi alla propria rete privata (linea diretta). Per impianti superiori a 500 kW, l'energia autoconsumata beneficia dell'esenzione dagli oneri di sistema per la quota effettivamente consumata in situ (art. 9 D.Lgs. 199/2021). Le eccedenze possono essere cedute in Ritiro Dedicato al GSE o sul mercato spot GME. Con il Decreto CACER del 2024 è stato esteso il perimetro delle CER fino a cabine primarie di 70 km di raggio, aprendo la partecipazione anche alle PMI di distretti industriali distanti dall'impianto. Il contributo GSE sull'energia condivisa vale circa 100-110 €/MWh nel 2026.
Come si valuta la convenienza economica di un contratto PPA rispetto alle tariffe di mercato?
La valutazione di un PPA richiede un'analisi comparativa tra il prezzo PPA negoziato (tipicamente tra 65 e 85 €/MWh per contratti solari nel 2025-2026) e le aspettative di prezzo del PUN a lungo termine. Si costruisce una curva forward pluriennale basata sulle quotazioni GME e sui contratti future TTF, applicando scenari probabilistici. Se il prezzo PPA è inferiore alla media attesa del PUN su 10-15 anni, il contratto genera un risparmio certo. Bisogna considerare anche i costi di bilanciamento (2-6 €/MWh), lo spread del trader e le commissioni di strutturazione (3-6 €/MWh). Un contratto ben negoziato con un'azienda che consuma 2 GWh/anno può generare risparmi di 30.000-50.000 euro l'anno rispetto all'acquisto totale sul mercato libero tradizionale.
Conclusioni: Perché l'Acquisto di Energia Verde è una Priorità Strategica per le Aziende nel 2026
Il mercato dell'energia rinnovabile B2B in Italia non è più un territorio sperimentale riservato a grandi multinazionali con budget ESG dedicati. I PPA fisici e virtuali, le Garanzie di Origine, le Comunità Energetiche Rinnovabili e l'autoproduzione in sito sono strumenti maturi, con prezzi competitivi e un quadro normativo stabile — sebbene in evoluzione — che consente a qualsiasi impresa con consumi superiori a 300-500 MWh/anno di costruire una strategia di approvvigionamento verde strutturata.
I numeri parlano chiaro: prezzi PPA solari a 65-85 €/MWh contro PUN 2024 a 108 €/MWh, esenzione dagli oneri di sistema per l'autoconsumo, incentivo GSE sulle CER garantito per 20 anni, riduzione dello spread bancario di 20-40 punti base per aziende con profilo ESG certificato. Non si tratta solo di sostenibilità ambientale: si tratta di competitività industriale, accesso al credito e posizionamento nella catena di fornitura internazionale.
Il consiglio operativo è di partire dall'analisi dei dati di consumo orari dei propri POD, definire gli obiettivi di copertura rinnovabile a breve (1-3 anni) e lungo termine (5-10 anni), e costruire una strategia a strati che combini autoproduzione, PPA e GO. Il supporto di un energy manager indipendente o di un advisor specializzato è essenziale per negoziare contratti pluriennali sopra 1 GWh/anno. LUCE/GAS Hub mette a disposizione guide, strumenti di analisi e aggiornamenti normativi per supportare le aziende in questo percorso.
Le tariffe energetiche variano frequentemente. Verifica sempre le condizioni aggiornate con il fornitore. LUCE/GAS Hub non vende contratti di fornitura.
Dati di Mercato: Energia Rinnovabile B2B in Italia
Secondo i dati GSE 2025, in Italia sono stati stipulati oltre 180 contratti PPA con off-taker industriali e commerciali per un volume complessivo superiore a 4 TWh/anno, in crescita del 62% rispetto al 2023. Il mercato delle Garanzie di Origine ha registrato transazioni per circa 120 TWh nel 2024, con un incremento della domanda da parte delle PMI pari al 40% anno su anno, spinto dalla pressione CSRD e dai requisiti di supply chain dei grandi buyer internazionali.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili registrate al GSE hanno superato quota 1.200 a maggio 2026, con un aumento di 900 CER solo nel 2025 grazie al Decreto CACER. Di queste, circa il 35% include aziende industriali o commerciali come membri produttori o consumatori, confermando che le CER non sono più solo uno strumento per le comunità locali ma una soluzione reale di energia condivisa per i distretti industriali.
